Come nasce LSL - The School Of Tansition

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LIBRI > L'uomo Scopre L'uomo

Come nasce questo libro?

Un sogno. Un sogno speciale. Un’immagine nitida dai colori sgargianti. Una prato verdissimo, un cielo azzurro, limpidissimo ed una casetta dalle linee semplici al centro di questa immagine.
Cosa sarà mai?
La sensazione che provo è di purezza, gioia ed euforia allo stesso tempo. C’è una brezza leggera tutt’intorno. Avverto anche l’odore di muschio, terra bagnata e fiori di campo.
Sarà forse un magico mondo astrale?
Ma, aspetta, vedo una scritta a caratteri dorati.
Cosa c’è scritto su nel cielo?

Ah, sì, ora posso leggere bene: "L’uomo scopre l’uomo".

Sembra tutto così bello, etereo e fatato, ma allo stesso tempo sono un po’ confuso, perché non riesco a comprendere il significato profondo di tutto ciò; poi, all’improvviso, ecco una voce che comincia a spiegarmi tutto il simbolismo racchiuso dietro quest’immagine soave.

Sembra quasi la voce di B
ābā...è così simile ad essa, ma non ci faccio caso più di tanto; piuttosto resto ad ascoltare attentamente questa voce così semplice, ma, allo stesso tempo, forte e penetrante, rapito da quella spiegazione così precisa e dalla vibrante sensazione di euforia e vitalità che permea l’intero scenario.


La voce echeggia tutt’intorno più o meno così:

<<Il cielo terso rappresenta una mente senza schemi, senza preconcetti e sovrastrutture; questo permette all’Amore infinito, vostra vera natura, d’esprimerSi liberamente e senza limiti.

Il prato, un semicerchio senza alberi o arbusti, rappresenta un cammino di vita semplice, senza ostacoli, senza sofferenza, a tutto tondo!
Una vita in totale Gioia ed Amore.
La mancanza di alberi è anche la mancanza di barriere tra te e Me o, se vuoi, tra il sé ed il Sé.

La casa dalle linee semplici rappresenta l’uomo nella sua essenza e nella sua più totale semplicità, mentre il camino acceso e fumante rappresenta il suo cuore pieno di calore, tenerezza ed Amore infinito. Inoltre, la casa al centro tra cielo e terra rappresenta proprio l’uomo che riscopre se stesso come modello d’integrazione di tutte le polarità, poiché sulla Terra siete chiamati ad integrare gli opposti, a trasmutare le tenebre in Luce ed Amore.

Il titolo a caratteri dorati rappresenta, infine, tutta la ricchezza che un  essere umano possa desiderare nella sua vita.
La ricerca interiore e la Realizzazione di Dio in vita sono, di fatto, tutto l’oro che c’è!>>.

Che meraviglia!
Un sogno stupendo!
Solo da sveglio, però, mi rendo conto trattasi della copertina di un libro e, stranamente, ho subito la consapevolezza che in qualche modo ne sarei stato io stesso l’autore.
Cosa faccio adesso? - mi sono detto - non ho proprio idea da dove cominciare!
Va bene, aspetterò per vedere come si evolverà l’intera faccenda.




Altri tre sogni di Bābā.
Dopo questo primo sogno, ho cominciato a ricevere un’enorme quantità di messaggi da Colui che si presentava come Satya Sāī Bābā, ma non ho mai pensato seriamente che tale entità lo fosse per davvero né, tanto meno, avevo recepito che queste canalizzazioni avrebbero fatto parte proprio di quel libro che mi era stato mostrato in sogno qualche tempo prima.
Ecco che, però, in un secondo sogno
Bābā mi dice:

<<C’è un tempo per leggere con la mente ed uno per scrivere col cuore.
Per te, adesso, è venuto il momento di scrivere col cuore e…ricorda: i tuoi messaggi faranno vergognare persino Aditya!>>.

<<I miei messaggi faranno vergognare Aditya? Il Sole?!
Cavolo, deve essere una cosa seria, se
Bābā si è espresso in questo modo! È sconvolgente!>>.

Questa è stata la mia prima reazione, ma poi, non essendo ancora completamente convinto della veridicità delle canalizzazioni che si erano susseguite fin lì, ecco
Bābā  farsi avanti con un ulteriore sogno che ha risolto definitivamente ogni mio dubbio:

Bābā: La gente pensa che Io dia dei discorsi ogni tanto, invece li do tutti i giorni!
In che modo pensi di stare ricevendo i Miei insegnamenti?

A: Non saprei,
Bābā!

Bābā: Chi pensi sia ad inviarti tutti questi messaggi?
Sono Io che quotidianamente, attraverso di essi, vi guido psichicamente!


Mi ricordo anche che precedentemente a quest’ultimo sogno posi a Swāmi una precisa domanda:

Atmajay: Bābā, dimmi la verità, questi messaggi non sono i Tuoi, ma provengono direttamente dalla mia mente, vero?

Pensandola in questo modo, non mi aspettavo di certo una risposta, e non sicuramente una come quella che segue:

Bābā: Vedi, a volte tu hai un problema che non riesci a risolvere da solo e per questo Mi poni delle domande per avere delle soluzioni; di conseguenza, Io ti rispondo.
Cosa accade dopo?
Prima c’era un problema e dopo la Mia risposta esso è risolto.

Come è possibile ciò?
Questo vuol dire che non è la tua mente ad autorispondersi, poiché in precedenza essa non è riuscita a trovare da sola alcuna soluzione al problema in questione.

Forse potrebbe bastare così con i sogni, ma per aiutare coloro che in qualche modo cercano indizi e conferme tali da permettere loro di "fidarsi" del contenuto di ciò che si apprestano a leggere, vi rivelerò l’ultimo importante contatto onirico con
Swāmi avvenuto esattamente il 15.07.2009.

Bābā: Allora, questo libro?
Ci sono due opportunità. C’è un editore che ci impiegherebbe tempo per leggere il testo per intero, ma noi ci assicureremo che entro dodici mesi venga pubblicato quanto più integralmente possibile e faremo anche in modo che almeno uno o due commenti sull’editing ed altro vengano inseriti.
C’è poi un secondo editore pronto a pubblicarti il libro così com’è e subito con tutti i commenti e le spiegazioni varie.

Atmajay: Ma, Bābā , il libro Ti piace?

Bābā: Certo che mi piace! È bellissimo!
È fondamentale, essenziale!
Non può non essere pubblicato!

Atmajay: Ma è passato così tanto tempo, ormai!

Bābā: Eh, sai...per Me il tempo è una cosa alquanto relativa!
Io non ho tempo, quindi, per Me, va bene così!
Questi sono i Miei tempi!

Atmajay: E se qualcuno dovesse eventualmente dubitare della veridicità di ciò che vado scrivendo?
Ho timore d’aver scritto delle cavolate! (mi riferisco, sempre nel sogno, ai libri successivi al presente, il cui contenuto lascia perplesso anche me).

Bābā: Ma vuoi scherzare?!!!
Altro che cavolate!!



E se non fosse stato poi Bābā a…
Scrivere un’introduzione per questo libro non è un impresa così facile per me.
Oggi ormai c’è così tanta gente che afferma di canalizzare quest’entità piuttosto che un’altra, per non contare poi le centinaia di persone che affermano di aver sognato
Sāī Bābā che li guidava in un senso piuttosto che in un altro.
Insomma, il primo ostacolo che mi si è presentato nello scrivere un’introduzione valida e veritiera è proprio quello di come far comprendere ai lettori che questa volta si trovano di fronte ad una canalizzazione di
Swāmi genuina e non la solita frottola del "Bābā mi ha detto, Bābā mi ha fatto".

Effettivamente, l’unico modo per verificare l’autenticità di un channelling è vedere se esso si discosta, in questo specifico caso, dagli insegnamenti di
Swāmi, oppure li coadiuva, li integra e, magari, li amplifica.
il lettore può anche liberamente pensare che il sottoscritto abbia canalizzato la propria voce interiore, piuttosto che
Sāī Bābā, oppure il proprio Sé Superiore, Giuseppe Verdi, Mazzini, Garibaldi e simili; tanto, e’ il messaggio ed il suo contenuto quello che conta, non la fonte (che di certo non e’ la mia mente).
Personalmente, quindi, penso che il succo dell’intero messaggio è ciò che ha importanza e, soprattutto, se messo in pratica alla lettera, esso dovrebbe dare i risultati che promette.
Lascio, dunque, al lettore la libertà di sperimentare direttamente sulla propria persona gli eventuali effetti benefici che la lettura e la messa in pratica di queste lezioni comporta.



Cosa ci si deve aspettare da questo libro?
Assolutamente niente!
Crearsi delle aspettative è proprio ciò che farà sì che voi non possiate apprezzare l’intero corso di lezioni per ciò che veramente sono!

Lasciate la mente vuota e libera, senza aspettative di sorta, e lasciatevi abbracciare da ciò che di volta in volta si presenterà nel corso delle lezioni stesse.

Come quando si va al
darśan per incontrare l’Avatār e si lasciano le scarpe fuori dal tempio, allo stesso modo, ogni volta che vi apprestate a leggere un capitolo del presente volume, consideratelo come un vero e proprio incontro con la Divinità; perciò, dovreste lasciare la mente al di fuori di questo momento di lettura e studio, considerandolo un vero e proprio spazio sacro.

Sì, la lettura di questo libro a carattere spirituale corrisponderà all’entrare in un tempio sacro, uno spazio tutto per voi, un momento di crescita e riflessione; quindi, non siate superficiali nella lettura.

Ponderate bene ogni singola parola, dando a ciascuna frase l’attenzione che merita.

Non fatevi ingannare dall’apparente semplicità di un discorso oppure dalla brevità di un’affermazione (come nei ‘Pensieri Canalizzati’ che troverete nell’appendice).

Spesso una breve frase racchiude un potere enorme, più di mille parole. Sta a voi farne buon uso.



Di cosa tratta questo libro?

Questo è forse il primo libro  aal mondo che toglie invece di dare!

Posso garantirvi che quello che state per leggere è un testo scritto totalmente col cuore!

Non c’è neanche un briciolo di mente al suo interno.
Per questo è necessario lasciare la mente libera e far sì che la comunicazione avvenga da cuore a cuore.



In che senso dici che questo libro toglie invece di dare?
La Conoscenza è già al nostro interno, va solo lasciata uscir fuori.
Se noi siamo già Dio e non lo ricordiamo, vuol dire che al nostro interno c’è già tutta la Conoscenza possibile immaginabile, quindi, perché andare a cercarla all’esterno?
Il cammino spirituale non è un processo in ascesa, ma segue una linea orizzontale!

È solo un processo di pulizia, di rimozione di tutto ciò che ricopre la nostra essenza divina, proprio come la polvere ricopre uno specchio, impedendo che rifletta la realtà per quella che è.

Questo corso di lezioni, dunque, è volto a rimuovere tutte quelle sovrastrutture della propria mente che impediscono la visione della propria anima e bloccano l’esperienza della Beatitudine Suprema.



Qual è la peculiarità di questo libro?
La peculiarità di questo testo è che ho potuto chiedere a Swāmi tutta una serie di spiegazioni che altrimenti sarebbero rimaste in sospeso.

Bābā, in uno dei suoi messaggi, mi disse:

<<Io qui a Puttaparthi do, sì, dei discorsi, ma, a causa di circostanze varie e di un pubblico troppo eterogeneo, sono costretto a limitarne la portata ed a scegliere con estrema cautela le parole e la termologia più adatta.
Invece, con te posso dire tutto ciò che voglio, come e quando voglio!

Qui sì che mi sento veramente libero di esprimermi e di dire esattamente le cose come stanno!
Posso utilizzare il tipo d’approccio, nonché di linguaggio, che più ritengo opportuno ai fini dell’insegnamento e non avere conseguenze di sorta.

Tanto, comunque, chi non crederà dall’inizio che trattasi di messaggi provenienti da Me, non ci crederà neanche alla fine e chi, invece, avrà fiducia sin dalle prime pagine che trattasi della Mia persona, avrà fiducia anche alla fine; perché, dunque, crucciarsi?>>.



Come usare questo corso di lezioni?
Il modo in cui vi dovreste apprestare a studiare le seguenti lezioni è molto importante.
Innanzitutto, partite dal capitolo numero uno e non aprite il libro a salti. Non è fatto per questo scopo!
Potrete aprirlo a salti per avere risposte solo dopo averlo letto per intero e non prima.

Le varie lezioni hanno una loro sequenzialità e contemplano il fatto che man mano che andate avanti nel metterle in pratica, la vostra mente ed il vostro intelletto si fanno sempre più chiari e così la verità verrà riflessa in modo sempre più profondo.
Potrebbe capitare di trovare delle contraddizioni nei vari capitoli, ma tali non sono!
Conviene qui farvi un esempio.
Quando mio fratello aveva tre anni, noi abitavamo al settimo piano e lui aveva l’abitudine d’affacciarsi al balcone sporgendosi pericolosamente.

Ricordo che mia madre era molto preoccupata ed agitata per questo e così, per evitare il peggio, inventò la storia di una donna mostruosa con delle braccia lunghissime che avrebbe tirato giù chiunque si fosse sporto in quella maniera.

La trovata di mia madre funzionò!
Certo, non era la verità, ma avendo mio fratello la consapevolezza di un bimbo di appena tre anni, era l’unico modo per salvargli la vita.

Poi crescendo, ovviamente, mio fratello ha compreso l’utilità di questa, chiamiamola così, menzogna benefica.

Allo stesso modo potrebbe capitare, e sottolineo potrebbe, che
Bābā sia costretto a dire qualcosa di non completamente vero in un determinato capitolo, solo per poter guidare bene le nostre coscienze piccine, ma poi successivamente, una volta cresciuti, la verità si mostrerà da sé, spontaneamente.
Ecco perché
Bābā si è raccomandato di non passare assolutamente al capitolo successivo, se non avete ben digerito ed assimilato quello precedente!
Leggere un siffatto libro tutto d’un fiato non ha alcun senso!
Vuol dire buttare all’aria anni di lavoro e fatica.
Vi ricordo che queste lezioni non hanno lo scopo di dare, ma di rimuovere. Affinché ciò avvenga è necessario avere ben compreso, digerito ed assimilato ogni singola lezione.

Noterete che queste lezioni trattano a volte lo stesso argomento in più capitoli, ma in maniera sempre più approfondita e sotto differenti punti di vista.
È come se in qualche modo venisse trattato un determinato tema con un procedere a mo’ di onda che pian piano aumenta di volume, di forza e d’intensità.
Queste lezioni vi aiuteranno a scovare tutti i trabocchetti dell’ego spirituale ed a fare in modo che poi, alla fine, non potrete dire:

"Cavolo! Sono trent’anni che pratico la meditazione, ma non ho ancora ottenuto risultati concreti!"

Un’altra caratteristica peculiare riguarda la modalità con cui
Bābā si rivolge ai lettori; noterete infatti che Swāmi passa dal tu al voi con estrema libertà, proprio come se si trovasse in una sala universitaria con tutti noi lì seduti e me proprio davanti a porgergli tutte le domande dell’uopo. Bābā che rispondendo si rivolge ora all’autore, facendo uso della seconda persona singolare, ora all’intera platea, tramite l’uso della seconda persona plurale.  
Questo modo d’agire serve a rendere più coinvolgente ed interessante la lettura delle varie lezioni.
Noterete anche che ci sono, sì, molti consigli pratici, ma si è volutamente evitato d’entrare troppo nello specifico, riservando l’eventuale esposizione dettagliata di tecniche e discipline varie in un futuro libro.
Questa scelta è stata fatta anche perché lo spazio di un solo volume non è sufficiente per trattare adeguatamente il discorso
sādhana da un punto di vista prettamente tecnico.



So che c’è un significato esoterico nel modo in cui questo libro è stato editato.
Puoi darmi delle ulteriori spiegazioni in proposito?

Hai ragione; infatti l’editing del presente volume non è stato lasciato al caso, ma è totalmente simbolico e ricco di significato in ogni sua più piccola parte a partire dalle foto e disegni contenuti nel libro.
Il simbolo trascende ogni comunicazione verbale e, scavalcando la mente raziocinante, arriva subito a scolpire nel più profondo dell'essere verità inimmaginate. Ciò che può comunicare un simbolo non possono farlo neanche mille parole.

I caratteri di stampa in blu scuro servono ad attivare l’emisfero cerebrale di destra (quello preposto alla creatività, per intenderci), cosa alquanto necessaria ed auspicabile al fine di far penetrare più in profondità gli insegnamenti che vi state accingendo a ricevere.
Inoltre, il 10 Aprile 2010, una guida interiore mi ha rivelato l’esatto tipo di blu da utilizzare per tutti i miei scritti con le seguenti parole:

<<Puoi utilizzare questo blu per tutti i tuoi scritti! Esso è un blu speciale perché collegato con le stelle e con il risveglio della Coscienza Cristica. È quello che sulla Terra qualcuno chiama Kṛṣṇa blu, ma nessuno, a parte te, conosce l’esatto colore. Almeno fino a quando non pubblicherai il primo libro. A meno che tu non voglia tenere segreto il numero specifico di tale colore. A te la scelta, per noi va bene tutto! D’altronde, un po’ d’esclusiva non farà altro che rendere più prezioso ed interessante il tuo lavoro>>.


Successivamente a questo sogno, abbiamo ricevuto ulteriori informazioni circa questo blu meraviglioso, tra cui, il fatto che esso corrisponde al tipo di cielo durante l'alba ed il tramonto, i due periodi sacri che in sanscrito vengono chiamati sandhya.

Di conseguenza abbiamo battezzato questo tipo di blu con il nome BLUESOT e abbiamo deciso di mantenere segreta la sua composizione.


Come font si è scelto, altresì, l’Arial come carattere di stampa proprio perché presenta una totale rotondità più affine alle cose dello Spirito rispetto alla spigolosità dell’ormai consueto Times New Roman. La sfera, si sa, è simbolo del cielo, dello spirito, mentre il quadrato, con i suoi spigoli, è simbolo della terra, della materia, tant’è che un appezzamento di terreno non verrà mai suddiviso in cerchi, ma in quadrati. Il quadrato dunque è simbolo di separazione; il cerchio, d’unità e pace.

Il dorso del libro (lo spessore, la parte laterale, per intenderci) ha anch'essa il cielo ed il prato in modo da unire fronte e retro in un unico disegno. L'unica differenza è che, in questo caso, invece di esserci una collina, ci sarà un avvallamento che unirà le due colline in copertina frontale e posteriore; ciò ha un significato ben preciso: la valle tra due colline rappresenta la vita dell’uomo che è caratterizzata sempre da un perenne altalenarsi tra dolore (valle) e gioia (collina).

La quarta di copertina
contiene la stessa illustrazione della prima di copertina, ma senza la casa e ciò ha un significato ben preciso che ti rivelerò a breve.
Lasciami ora farti notare che, subito dopo la copertina, la prima pagina che appare ai lettori è quella blu scuro. Essa rappresenta il buio dell’ignoranza, l’illusione, la M
āyā. E' l'incarnazione dell'anima sulla Terra che, dimentica dei mondi spirituali da cui proviene, s’inviluppa sempre più nella materia. Spesso l’uomo pensa d’esser solo su questa Terra, però, la discesa dell’Ātmā è sempre supportata dalla presenza e dalla grazia di Dio (simbolizzato dal bīja mantra di Gaṇeśa) . L’uomo non è mai lasciato a sé: anche nel buio più cupo, nella disperazione più nera, Dio c’è ed è lì pronto a rimuovere ogni ostacolo, a donare il Suo amore ed a lenire ogni ferita del cuore.
Dopo queste due pagine blu ne appaiono due celesti, ecco l'alba: l'
Ātmā s'avvia alla riscoperta di sé. Di seguito ci sono tutti gli insegnamenti scritti su pagine bianche che simboleggiano la purezza. Senza una base di purezza, non è possibile apprendere alcunché. Ma gli insegnamenti, questa volta, sono in blu, l'Infinito, il Prema, l'Amore Divino. Senza amore, ogni insegnamento è solo un arido esercizio mentale.
Tutto deve scorrere da cuore a cuore. Da cuore a cuore!
Alla fine del libro si passa nuovamente alle pagine celesti e, quindi, a quelle blu, ma, questa volta, non è il buio dell'ignoranza che viene qui rappresentato quanto, piuttosto, il distacco dal mondo e dalle cose materiali che un individuo ottiene alla fine del suo ciclo di incarnazioni sulla Terra. "Quando c'è l'esperienza", dice
Swāmi, "non c'è Dio e quando c'è Dio, non c'è l'esperienza". Le prime pagine blu sono l'esperienza mondana che annulla la percezione di Dio, dunque il blu della notte, dell'ignoranza.
Nelle ultime pagine il blu  altro non è che Conoscenza Pura: ci si addormenta al mondo per risvegliarsi allo Spirito. Pura Conoscenza rappresentata qui dal simbolo dell’OM.

Chiuso il libro, il lettore vedrà un cielo terso ed un prato libero, senza casa: ora l'uomo si è fuso col Tutto. L’uomo è adesso un essere totalmente Realizzato. Il fine della vita umana è compiuto: l’uomo è  diventato tutt'uno con il cosmo. Cielo e terra,
Śiva e Śakti, tu ed io, siamo finalmente uno. Tutto è perfetto! Tutto è compiuto!


Buona lettura
e
buoni risultati!

Con Amore

a t m a j a y









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