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Principî di Filosofia Devastavista online
 
Si tratta, in sintesi, di un recupero di tutta la cultura vedica, ma, questa volta, rivisitata in chiave moderna, sia pur mantenendoci ligi alla tradizione, per svincolarla dall'associazione, sbagliata e fuorviante, con la religione indù.
L'induismo e la cultura vedica
 sono due cose ben distinte e separate!
 
La cultura vedica, spesso ed erroneamente chiamata cultura indù, è nata nel territorio indiano, certo, poiché i ṚṢI (i saggi veggenti dell’antica India) erano riusciti ad imbrigliare e a trasformare in parole tutte le energie e le potenzialità del cosmo.

In sostanza, un ṚṢI MUNI era capace di ascoltare (da cui il termine ŚRUTI) la conoscenza diffusa nell’etere e tirarla letteralmente giù, tramite un processo di canalizzazione chiamato MEDHĀ  ŚAKTI.

Per moltissimi anni, tale conoscenza è stata trasmessa oralmente, anche perché, a quei tempi, si possedeva una memoria così straordinaria, tanto che non c’era bisogno di scrivere alcunché.

Solo successivamente, con l’appropinquarsi dell’attuale Era di Ferro, si decise di metter per iscritto i VEDA.

I quattro VEDA canonici furono messi per iscritto dal ṛṣi Veda Vyāsa, circa 5000 anni or sono, poco prima dell’inizio dell’attuale Era di Ferro, o Kaliyuga che dir si voglia.

Ora, deve essere qui ben chiaro che non è possibile raggruppare una conoscenza pressoché infinita in soli quattro volumi.

Quindi, quei quattro libri di cui siamo in possesso oggi (ṚGVEDA, YAJURVEDA, SĀMAVEDA ed ATHARVAVEDA), altro non sono, se non una piccola riduzione, un concentrato infinitesimale di una coscienza molto molto più vasta, infinitamente grande e, quindi, non adatta ad essere racchiusa in pochi volumi.
  
L’infinito è tale proprio perché
non può essere racchiuso in niente, nevvero?  
 
L’induismo è nato molto dopo ed ha inglobato la maggior parte dei concetti vedici, ma, ahimè, spesso e volentieri, li ha trasformati da verità scientifiche in credo religiosi.

Questa è un’azione pari a quando un uomo dovesse mai trovarsi di fronte al libretto delle istruzioni di un MacBook Pro e scambiarlo per un mero testo religioso, come se poi esistesse l’Appologia oppure la Mackintologia!

Spesso, l’induismo è chiamato SANĀTANA DHARMA, ossia la Legge Eterna, ma ciò è sbagliato!

Se volessimo assimilare la religione indù al Sanātana Dharma, dovremmo tradurre questo termine con Religione Eterna… ma non può esistere una religione eterna, poiché il concetto stesso di religione è sbagliato ed alquanto infantile.

La religione sta alla scienza vedica
come l’asilo sta all’università!

Mettere entrambe le cose sullo stesso piano è pazzesco ed assurdo, oltreché profondamente ignorante!

Sanātana Dharma si riferisce alla Legge Eterna, ossia alle Leggi Eterne dell’universo che, altro non sono, se non le leggi vediche o, se vogliamo, le verità vediche che sono immortali ed infinite!

Sanātana Dharma è, dunque, la cultura vedica universale, non la religione indù che ha un inizio ed una fine, così come ce l’hanno tutte le altre religioni.

Secondo i VEDA, la Creazione è ciclica.

Ogni kalpa, o atto creativo che dir si voglia, è suddiviso in quattro ere:
 
 
1.   l’era d’oro o Satya yuga
 
2.   l’era d’argento o Treta yuga
 
3.   l’era di bronzo o Dwāpara yuga
 
4.   l’era di ferro o Kaliyuga



Alla fine di ogni Kaliyuga, o di ogni atto creativo, c’è una distruzione chiamata PRALAYA che dà inizio al nuovo kalpa, o creazione successiva, partendo d’accapo con il Satya yuga.

Durante questo passaggio, tutte le conoscenze vanno perse, così come tutte le regioni spariscono: via il cristianesimo, via il buddhismo, via l’islamismo, via lo zoroastrismo, via l’ebraismo e, dulcis in fundo, via l’induismo.  
Che cosa resta che passa dall’altra parte,
di era in era, ed all’infinito?
  
I VEDA!
 
Detto ciò, si evince che, alla luce dei fatti ed a ragione, l’unica cosa che valga la pena apprendere e mettere in pratica sono, e sempre saranno, le conoscenze vediche, dato che sono eterne e sono la fonte, la sorgente, la vita e la via di tutto il creato e di tutti gli esseri di tutti mondi, senzienti ed insenzienti.

In conclusione, per imparare veramente i VEDA, non serve studiarsi i quattro volumi degli stessi, no!

Serve incominciare a condurre una vita vedica, uno stile di vita in perfetta assonanza con gli insegnamenti vedici e, dopo aver imparato la corretta recita del Gāyatrī Mantra, Madre di tutti i VEDA, tramite un’intensa sādhanā (pratica spirituale costante ed ininterrotta), si potrà essere predisposti ed aperti a ricevere, via Medhā Śakti, tutta la Conoscenza Vedica possibile immaginabile.

Con Amore Infinito
a t m a j a y


 
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